Caso Google/CNIL: la CGUE ridimensiona il diritto all’oblio

La Corte di Giustizia dell’Unione europea, con la sentenza del 24 settembre 2019 resa nella causa C-507/17 (Google/CNIL), ha riacceso i riflettori su una delle tematiche più dibattute degli ultimi anni, il diritto all’oblio, ridimensionandone enormemente la portata.

La nuova sentenza, infatti, delimita territorialmente il diritto all’oblio, circoscrivendo l’obbligo di deindicizzazione alle sole versioni del motore di ricerca corrispondenti a tutti gli Stati membri dell’Unione europea, senza necessità che la deindicizzazione avvenga in tutte le versioni del motore di ricerca a livello globale.

La tutela del diritto all’oblio all’indomani della nuova pronuncia rischia di divenire inefficace a causa di una mancata attenzione alla tecnologia sottesa all’applicazione della sentenza, che parrebbe consentirle agevolmente un’elusione da parte di utenti anche non esperti, mediante l’utilizzo di proxy server.

Contributo a cura dell’avv. Aldo Iannotti della Valle

Per maggiori approfondimenti si rinvia al saggio pubblicato sulla Rivista dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti dall’avv. Aldo Iannotti della Valle, avvocato presso lo Studio Legale Ferola.

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