In house: nuova direttiva non direttamente applicabile

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4253 dell’11 settembre 2015, ha ritenuto illegittimo l’affidamento diretto di un servizio ad una società in house, difettando il requisito del “controllo analogo”. Infatti, la presenza di un socio privato nell’ambito della compagine sociale fa sì che l’amministrazione non possa esercitare sulla società in house un “controllo analogo” a quello che esercita nei confronti dei propri uffici. La V Sezione ha, quindi, ritenuto non direttamente applicabile la nuova direttiva 2014/24, essendo ancora pendente il termine per il suo recepimento individuato dal legislatore comunitario. La nuova disciplina ammette, contrariamente a quanto affermato dalla V Sezione, che possa sussistere il “controllo analogo” anche quando vi sia una partecipazione del privato, purché questa non superi il limite del 20% e non sia tale, in ogni caso, da determinare potere di veto o influenza dominante.

Contributo a cura del Dipartimento di Diritto amministrativo

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