In house: requisito dell’attività prevalente, illegittimità dell’affidamento diretto

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4030 del 18 agosto 2017, ha ritenuto illegittimi gli atti con i quali un Comune aveva affidato direttamente un servizio pubblico ad una società a partecipazione integralmente pubblica, mancando il requisito dell’attività prevalente in capo alla società affidataria del servizio suddetto: a tal fine, infatti, non è computabile l’attività svolta dalla società “in house” in favore di enti pubblici non soci.

Contributo a cura del Dipartimento di Diritto amministrativo

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