La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 2753 dell’8 maggio 2018, ha affermato che non possa configurarsi nullità del contratto di avvalimento nell’ipotesi in cui una parte dell’oggetto del contratto di avvalimento, pur non essendo puntualmente determinata, sia tuttavia agevolmente determinabile dal tenore complessivo del documento, anche in applicazione degli artt. 1346, 1363 e 1367.
La Sezione ha, poi, ribadito che non possono essere in ogni caso sanate, mediante soccorso istruttorio, carenze dell’oggetto del contratto di avvalimento ovvero della documentazione attestante il possesso dei requisiti per la partecipazione alla gara.
La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 2855 del 14 maggio 2018, ha ribadito principi in materia di avvalimento di garanzia chiarendo che, in tale ipotesi, non occorre che la dichiarazione si riferisca a specifici beni patrimoniali o indici materiali, essendo sufficiente che emerga l’impegno contrattuale della società ausiliaria a prestare ed a mettere a disposizione della società ausiliata la complessiva solidità finanziaria e il patrimonio esperienziale.
Contributo a cura dell’avv. Aldo Iannotti della Valle
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